IL CLUB DEL CIGNO |
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È un'associazione semplice promossa e gestita dall'O.I.C.L., che accoglie ogni persona
maggiorenne di buona condotta morale. Il Club è composto da parenti o amici
dei membri dell'Istituzione, da simpatizzanti dell' Ordine o da profani in
generale che, per sentimenti, spiritualità e dignità sono idealmente vicini
alla Massoneria Antica di orientamento tradizionale, ma devono ancora maturare in sè
stessi quella responsabilità che il "cammino iniziatico" comporta.
Gli iscritti al Club sono definiti Cigni. Questa associazione è il
principale serbatoio dal quale l'Ordine può attingere per selezionare i
potenziali Fratelli (o Sorelle) da orientare verso le proprie Logge.
Per l'ammissione è necessario essere invitati o presentati da un socio effettivo del
Club. La candidatura viene proposta compilando i moduli prestampati dell'organizzazione
(debitamente firmati dall'aspirante e dal socio presentatore, che funge da garante per un
anno intero dall'accettazione). Riconosciute nel candidato le caratteristiche necessarie per
meritarne l'ammissibilità, la qualifica di membro del Club può
essere acquisita esclusivamente dopo che il "Consiglio dei 9" ha
esaminato la domanda e provveduto a svolgere tutte le indagini
necessarie atte a certificare la morale e la posizione
dell'aspirante.
Gli incontri sono stabiliti per una
volta al mese (da Settembre a Giugno) e si tengono presso il
"Cancello del Cinabro" o, in alcuni casi, nella
sede stessa dell' O.I.C.L.. Le riunioni sono tese a stabilire rapporti di amicizia, cordialità
e solidarietà fra i soci e prevedono conferenze o incontri culturali, oltremodo favorendo
una partecipazione attiva nel mondo sociale, anche attraverso la beneficenza.
Il Club del Cigno rappresenta
per l' O.I.C.L. un importante anello di collegamento tra il "mondo" iniziatico
(determinato da una impersonalità tradizionale, che manifesta regale distacco
per tutto ciò che è materialismo) e la "civiltà" moderna, piegata
al razionalismo e al consumismo più spinto. Si tratta di un minuscolo sentiero teso ad
unire due visioni opposte di interpretare la vita; una modesta scorciatoia che mette in
comunicazione due strade più grandi e contrarie, che conducono a mete inesorabilmente diverse.
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