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Delitto/reato di stupidità
Di Admin (del 11/01/2014 @ 16:48:31, in ATTUALITÀ, linkato 624 volte)
di Mario Mancini

Ciclicamente, ma ormai sempre più sovente, si sente parlare del malaffare di uomini politici e dei delinquenti ad essi vicini. Non dico che ci si faccia l'abitudine, ma certamente il costante ripetersi di tante connivenze e corruzioni distrae il cittadino dal soffermarsi adeguatamente sui misfatti.
In concreto, mi riferisco ad un ex Ministro della Repubblica il quale ha acquistato un immobile di pregio nella Capitale, ma, poverino, non si è accorto che il prezzo o parte di esso è stato pagato alle venditrici da un “terzo”, il quale ha provveduto, sempre ad insaputa dell'ex Ministro, anche alla ristrutturazione. Casualmente, sempre il suddetto “terzo” si è reso aggiudicatario di un cospicuo appalto multi-milionario.

E fin qui, niente di nuovo, nel senso che casi di corruzioni, quasi sempre impuniti, se ne sentono quotidianamente. Quel che sconcerta è la faccia tosta del distratto Ministro nell'asserire che lui non ne sapeva niente, che il tutto è stato compiuto a sua insaputa, tesi confermata, proditoriamente, anche dal su avvocato, Elisabetta Busuito, la quale ha ribadito che il fatto non sussiste (sic!)... ma qualcuno sarà pur andato a firmare l'atto di compravendita dal notaio?

Non sono qui per giudicare, perché non è il mio compito, ma mi chiedo in quali mani sono poste le sorti del nostro Paese, considerato che questo non è l'unico “stupido” che ci governa (o meglio, ci ha governato). E a proposito del termine “stupido”, che deriva dal latino stùpeo (ossia, “son stordito, resto attonito”), mi reca gioia citare un pensiero di Albert Einstein: “Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro”.
Tutto questo è per far capire che non abbiamo l'anello al naso, che non siamo completamente incapaci di intendere e di assistere allo scempio di certe sconcezze, ma che la nostra fiducia in quelli che sono gli organi umani giudicanti e gli strumenti messi a loro disposizione sovente ci lasciano perplessi. Pertanto, concludendo, vorrei proporre l'introduzione nel nostro sistema di Leggi il reato di “stupidità”, nel senso che ogni qualvolta si presenta un caso simile a quello del nostro ex Ministro venisse applica una pena di reclusione pari all'ergastolo, in quanto chi è stupido, stupido rimane e, purtroppo, per tutta la vita.