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I buchi del Vaticano
Di Admin (del 27/06/2014 @ 09:45:00, in ATTUALITÀ, linkato 618 volte)
di Mario Mancini

Ormai non c'è da meravigliarsi più di nulla. Non c'è limite alle nefandezze che ci tocca sentire e - quel che è peggio - ci tocca subire, con la conseguenza che ci tocca pagare. Mi spiego meglio. Siamo arrivati ad un punto dove la pressione fiscale è diventata insopportabile. Si parla di miliardi di tasse come se fossero bruscolini. Si parla di miliardi di evasione fiscale come se fosse la cosa più naturale al mondo. Si parla del malaffare, oltreché di uomini di affari, di uomini politici (che poi politici non sono, ma scaldano solo le poltrone dei politici), che con artifici e raggiri (in campo penale si configura il "reato di truffa", art. 640 c.p.) anche maldestri (vedi, tra gli altri, rimborsi spese per acquisti di tartufi, creme da barba, pannolini per signora, mutande verdi etc.) truffano lo Stato e quindi noi. A questi sprechi, eclatanti, vanno aggiunte tutte le spese per mantenere le operazioni umanitarie nel mondo (rectius guerre), spese sempre a carico della comunità.

A tutte queste spese "indispensabili" dobbiamo aggiungere le varie trattenute fiscali quali: il cinque per mille per le Onlus e l'otto per mille per le varie Chiese, tra le quali la Chiesa cattolica, che, nella fattispecie, fa la parte da leone, rastrellando svariate centinaia di milioni dalle imposte che, ovviamente, escono dalle tasche dei contribuenti.

Ora non sto a polemizzare sui vari spot televisivi che la Chiesa fa passare quotidianamente (e non credo che vengano trasmessi a titolo gratuito...). Mi chiederete il perché di tutto questo panegirico (credo ben noto ai più). La risposta è semplice, nel senso che leggendo un settimanale a tiratura nazionale ho notato un trafiletto dal titolo “Ma quante diocesi in bancarotta”. Riporto qui una parte dell'articolo riguardante la diocesi di Terni, che rende l'idea più di ogni altra spiegazione: ...Ancora più grave la situazione a Terni dove la diocesi ha debiti per circa 20 milioni (di euro) sui quali indaga la magistratura italiana che ha arrestato l'economo e il direttore tecnico della curia. La Cei si è impegnata a coprire 10 milioni di debiti, con anticipazioni sulle somme dovute per l'8 per mille, mentre lo IOR coprirà la cifra restante (...).

In poche parole, questa parte di debiti della curia di Terni li paga la Chiesa con i proventi dell'otto per mille, che a loro volta sono proventi che escono dalle tasche dei contribuenti italiani. Chissà quante curie di Terni ci sono in Italia! Chissà quante curie di Terni non verranno mai giudizialmente alla luce. Chissà quante malefatte continuerà a perpetrare alle spalle degli ignavi italiani il malaffare della Chiesa!

Vale la spesa di continuare a versare alle casse del Vaticano (stato straniero) tutta questa valanga di quattrini? Qui prodest?