L'Ordine occupa oltre 300 mq. su due piani in un antico stabile nel centro di Genova-Sampierdarena, all'interno del quale sono organicamente
distribuiti gli spazi riservati ai lavori rituali (Tempio, Sala dei Passi Perduti,
Vestibolo, Gabinetto di Riflessione) e a quelli di funzione (Sala Riunioni, Sala delle Manifestazioni, Uffici, Drawing-room, Cucina, ampio Pub, Cella Vinaria e Servizi). I locali sono ricchi di
riferimenti simbolici, che si rifanno allo spirito dell'Europa primordiale,
al mondo cavalleresco, alla Massoneria operativa, lasciando anche campo alle
dignità culturali di alcuni popoli dell'emisfero boreale, con particolare
attenzione a determinate civiltà dei nativi del Nord America
e alle nobiltà shintoiste del Giappone Imperiale.
L' O.I.C.L. conserva una discreta documentazione storica massonica,
una interessante collezione di oggettistica, paramenti, grembiuli,
medaglie e gioielli della muratoria internazionale e una importante
raccolta di Tavole di lavoro. Esso dispone, inoltre, di una biblioteca interna,
di un' apprezzabile videoteca e di una buona audioteca. L'intero materiale è
rigorosamente archiviato e custodito, formando un patrimonio culturale sempre
a disposizione di tutti i Membri dell'Ordine, che possono
visionarlo, consultarlo
e utilizzarlo come supporto per la propria formazione.
I componenti dell' O.I.C.L. costituiscono una compagine unita, tradizionalmente
orientata, che - all'interno della struttura - trova un sereno rifugio, capace
(in funzione degli obiettivi comuni e delle stesse aspirazioni) di filtrare
ogni motivo di contrasto e di creare un terreno idoneo per la propria crescita
spirituale. Questa pluralità (eterogenea per età, per mestieri,
per grado culturale), indirizzata allo studio e alla ricerca (per il mantenimento
e la trasmissione dei valori della Tradizione), impegnata al miglioramento interiore,
contribuisce (anche se in forma varia e ridotta) al bene dell'umanità.
Nel rispetto delle singole diversità, stimate come valori, troviamo
il grande patrimonio dell'Ordine, il quale, comunque, non si isola mai
in una "torre d'avorio" e non si allontana dalla realtà
del mondo profano, dovendone osservare e respirare la sua trasformazione
(che non significa farsi assorbire dalle pericolose spirali del mondo moderno,
condividerne il continuo mutare o, peggio, accettarne la perdita dei valori
fondamentali).
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