LE DONNE IN MASSONERIA |
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Estratto
dal Cap. n° 11 de “Il Volto della Luna” di N. Crea –
Ed. O.I.C.L. “Tutto
suggerisce che la Massoneria volgare “Ed
è proprio così che bisogna intendere la questione:
Tutto il fiume di parole fin qui versato sfocia, adesso, in un mare in tempesta, reso e mantenuto agitato dall'incomprensibile volontà di una Massoneria volgare moderna e speculativa - più sociale, che iniziatica - alla quale piace giocare sui compromessi e sulle legittimazioni stabilite da “timbri”, “pergamene” e “riconoscimenti”, quasi per mascherare la propria illeceità, implacabilmente decretata dall'assenza di una forma tradizionale continuativa, inesprimibile con i soli “attestati”, ma esclusivamente attraverso l'azione di influenze spirituali di ordine superiore. Se nelle pagine precedenti abbiamo inteso esplorare – con l'umiltà e la modestia, che simili argomentazioni impongono – i territori del maschile e del femminile, è stato, puramente, per prepararci ad affrontare il secolare problema: si o no alle donne in Massoneria? Non è nostra ambizione (come potremmo?) sciogliere il quesito, tanto caro ai partigiani pseudo-ortodossi della regolarità inglese, tuttora, oppositori di cartapesta dell'ingresso delle donne nell'associazione, perchè in contrasto con i loro Landmarks (modelli di carattere etico, germinati da elaborazioni di natura umana e non espressioni manifestate e latenti di una rivelazione divina),1 di cui non hanno ancora definito l'esatto numero e dietro i quali si proteggono - con artificiale sufficienza e superficialità - per non uscire allo scoperto e affrontare quella che per noi è una realtà naturale, mentre per loro continua a restare una spinosa incertezza scaturita da alterazioni speculative, destinata nel tempo (non sussistendo motivazioni di carattere storico o tradizionale) a crollare, come il muro di Berlino.2 Scrivevamo in un nostro libro già citato a proposito dei Landmarks: “...è spontaneo chiedersi: com'è possibile tramandare dei princìpi inalterati e inalterabili, se ogni Obbedienza ha la facoltà di spostare a proprio giudizio i confini di un Deposito Universale Immutabile? è forse concesso, in un contesto iniziatico, trasmettere verità parziali o pre-modificate?”. Indubbiamente, no, quindi, abbandoniamo questa conflittuale contraddizione, emarginandola al valore che merita. Dobbiamo, altresì, ammettere, che se non ha senso “coprirsi” dogmaticamente (o, peggio, nascondersi sotto il trasparente velo di un manifesto opportunismo, generato anche da “invenzioni” sollecitate dall'influente pressione del puritanesimo, così, evitando un leale dibattito e un confronto intellettuale sull'argomento) sono parimenti “deboli” molte delle motivazioni sostenute da coloro che affollano l'altra sponda massonica (da anni favorevoli all'ingresso femminile nelle Logge), quando si limitano a giustificarne la presenza in ragione del diritto a una maggiore emancipazione;3 alle “pari opportunità” (?) o, nel migliore dei casi, in virtù di una propensione più esoterica, già sancita ed espressa in Tempio attraverso la ricorrenza di un chiaro dualismo simbolico, riconducente alle forze maschili e femminili in genere.4 La nostra ostinazione nel difendere la “differenza” come un valore - ampiamente manifestata in decenni di impegno e di ricerca - ci giustifica nel momento in cui decidiamo di sorvolare sull'argomento “accettazione delle donne per parità di diritti” (a cui molti hanno fatto appello)5 o quando preferiamo non soffermarci sull'autorevole, ma insufficiente, spiegazione che trova il proprio esaurimento nella presenza di simboli dualistici nei Lavori di Officina. Il motivo prevalente sull'occorrenza obbligata della donna in Tempio (donna a cui tanti massoni di libero pensiero dimostrano di negare una dignità intellettuale)6 deve ritrovarsi proprio fra le pagine già scritte e nelle indicazioni meglio espresse nei capitoli seguenti. Soprattutto tra i concetti già accennati intervengono quegli elementi che ci inducono a procedere dal materiale verso l'immateriale; dal fisico verso il metafisico; dal tellurismo verso la spiritualità, con il fine di unire le forze e le esperienze, per arrivare al compimento di una Idea superiore, peraltro, capace di ripristinare distintamente (nella fase iniziale) i sentieri di due forme assolute: la Via Secca (solare - maschile) e la Via Umida (lunare – femminile), che devono convivere nella più alta esperienza di una Comunità o Società di Uomini, nella quale siano palesemente ristabiliti i due ruoli e le diversità complementari, fino ad attivare (con espressioni alchemiche) la Via degli Eroi (che racchiude entrambe le Vie), giungendo alla “fissazione coagulante” di natura virile attraverso l’evocazione violenta della Donna, che si scioglie (solve) nel Vir, ormai liberatosi dalle scorie combustibili, acquose e titaniche, nell’ambizione di pervenire, in ultimo, alla fusione androgine di Unità Divina. 7 Nel mondo Occidentale, scrive René Guénon: “...la donna si trova, in realtà, molto più svantaggiata che nelle civiltà orientali, ove le è sempre stato possibile, in particolare, accedere ad una iniziazione di sua pertinenza, sempre che possedesse le qualificazioni richieste; per esempio, l'iniziazione islamica è sempre stata accessibile alle donne... (...) Per tornare al mondo occidentale, è scontato che qui non intendiamo riferirci all'antichità, poichè è più che certo che allora si sono avute delle iniziazioni femminili ed alcune di esse erano perfino riservate alle donne, esattamente come ce n'erano di riservate agli uomini; (...)”.8 Non ha paura di contaminazioni chi ha già ritrovato la propria identità e ricerca chiarezza/verità, facendo luce su qualsiasi figura in ombra, per ben distinguerne l'esatta sagoma. Così, anche intellettualmente si finisce per dare un nome e un posto a ogni cosa, senza confusioni strumentali. Se ne convincano gli oppositori al “contatto” con le donne in Massoneria (in ultimo, proprio coloro che, magari, hanno ben giudicato il cambio dei ruoli fra i sessi e favorito la mescolanza delle funzioni, facilitando il disordine del vivere occidentale moderno o che, addirittura – ormai decaduti, schiavi dei sensi e sottomessi al dominio femminile – tuttora, sperano di riscattare una migliore “distinzione”, nascondendosi dietro i “gradi” della propria Loggia maschile). Non la restaurazione di chiare “forme assolute” dovrebbe ritenersi illegittima, bensì la ottusa ostinazione di chi si accontenta delle espressioni ibride, spacciate per regolari, che nell'ambire a una solarità iniziatica 9 - difficilmente raggiunta - continua ad ingrossare le proprie file con una umanità non selezionata e indistinta, spesso, superflua per gli stessi circoli sociali. Chiunque sia informato sulla facilità con cui oggi si può essere accettati nelle associazioni massoniche speculative contemporanee o ne conosca le ambizioni “sociali” e “quantitative” - derivanti da un sincretismo culturale razionale/borghese, oltre che da espressioni condizionate dall'illuminismo o da influenze politiche liberal/democratiche - può intuire a cosa ci riferiamo. Voltandoci al passato della Massoneria Volgare, è bene sapere che il III Capitolo degli “Old Charges” recita: “Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d'onore e di ragione, nati liberi e d'età matura ed essere discreti. Essi non devono essere nè schiavi nè donne, nè uomini che vivono senza morale od in modo scandaloso”. In questo modo, essi intendevano escludere tutti gli schiavi, i salariati (che ricevevano una paga dal padrone e, di conseguenza, non potevano reputarsi liberi), nonchè attori, artisti (gente licenziosa e di facili costumi... ) e, a maggior ragione, le donne, considerate dalle leggi dell'epoca inferiori e subordinate all'uomo. Ma, col passare degli anni e con l'evolversi delle cose, non si può escludere quanto da noi già sostenuto: cioè, che la presenza femminile creasse addirittura disagio e imbarazzo fra i Massoni, se è vero (com'è vero) che nelle prime Officine francesi si cantava il ritornello di Procopio (dal nome del suo autore): “Beau sexe nous avons pour vous / Et du respect et de l'estime / Mais aussi nous vous craignons tous / Et notre crainte est légitime. / Hélas, on nous apprend pour première leçon / Que ce fut de vos mains qu'Adam reçut la pomme / Et que, sans vos attraits tout homme / Serait peut-être Franc-Maçon...” (Per il bel sesso tutti noi nutriamo / Grande rispetto e stima illimitata / Eppure al tempo stesso lo temiamo / E la nostra paura è ben fondata. / Ahimé, c'insegna una prima lezione / Che Adamo ebbe da voi quel triste pomo / Per cui, senza le vostre grazie ogni uomo / Sarebbe forse un Libero Massone...” (da ELIANE BRAULT: “La Franc-Maçonnerie et l'émancipation des femmes”, Dervy-Livres, Paris).10 Per facilitare e sostenere il nostro processo logico, è, forse, il caso di formulare ulteriori specifiche: allora, dobbiamo fermarci e fare un passo indietro, per rivedere insieme alcuni concetti fondamentali, capaci di convergere la nostra attenzione sulla legittimità iniziatica; sulla Massoneria Volgare speculativa; sulla iniziazione virtuale che essa può conferire; sulla valutazione/distinzione e su altro ancora. LEGITTIMITà INIZIATICA Al di là di ogni affermazione, non possiamo cedere sul principio che vede la legittimità iniziatica garantita da una origine divina e dall’intervento di elementi “non umani”, resi incontaminati nel tempo dai veri difensori della Tradizione, i quali hanno impedito in passato – e ostacolano nel presente – ogni forma di inquinamento con il mondo esteriore o dell’apparenza (naturalmente, favorendo gli adattamenti ai “cicli” storici, ma rifuggendo sempre le innovazioni prodotte da esigenze personali e partigiane). Dobbiamo, oltremodo, affermare, che essa non può prescindere dalla “regolarità massonica”, stabilita, come afferma René Guénon: “…nell’ortodossia massonica; e questa ortodossia consiste innanzitutto nel seguire fedelmente la Tradizione, nel conservare con cura i simboli e le forme rituali che esprimono questa Tradizione”. Non si può affermare la Verità se non attraverso i simboli. Qui, è utile riprendere parzialmente quanto abbiamo già scritto su “Dalla Grotta del Ghiaccio”:1 “Ricongiungersi
simbolicamente al Centro del Cerchio (o da esso defluire) attraverso
l’adottamento di uno dei raggi che la Tradizione ci mette a
disposizione (trasmissioni orizzontali) è, per gli Ordini iniziatici,
conditio sine qua non e unico sigillo di legittimazione. La difesa e
la conservazione di un così grande deposito dello spirito consente la
trasmissione di una iniziazione reale, grazie alla quale è possibile
“mettere sulla via” il neofita, accompagnandolo alla interpretazione dei
simboli, ma anche – e soprattutto – rendendolo partecipe del rito,
il solo che (…) può fare entrare in azione influenze
spirituali”
MASSONERIA VOLGARE SPECULATIVA
“A
supporto del nostro ragionamento, vogliamo riallacciarci a un'autorevole
considerazione “guénoniana”, che sentiamo di condividere, secondo la quale
esisterebbero dei presupposti essenziali non semplicemente basati sulla
nomenclatura. Ci riferiamo al termine “speculativo” (quando
identifica il movimento massonico moderno, che si riconosce in opposizione e
superamento rispetto all'antica forma “operativa”) ”.
“Ora,
è noto a tutti come, secoli addietro, le Logge di “mestiere” abbiano aperto
le porte delle proprie Officine ad elementi estranei all'arte (“accettati” a
titolo onorifico). Questi ultimi (per i motivi che conosciamo e sui quali
abbiamo ampiamente dibattuto) forti nell'abbondanza, finirono numericamente
per predominare, ma, privi della conoscenza diretta, non ressero al naturale
declino, che li spinse nell'ombra. La continuità di un'azione iniziatica
- senz'altro, meno appariscente - fu, allora, garantita in via
sotterranea dai pochi Uomini della Tradizione capaci di
reggere e trasmettere il “testimone”, nella serenità di un sicuro anonimato.
Dobbiamo attendere il 1717, per assistere all'opera di modeste minoranze
(formate da inglesi “accettati”), le quali, per motivi diversi, vollero
inventarsi un'associazione (adattata sul riflesso delle Logge di
mestiere), che trasformarono in Massoneria speculativa (da
speculum = specchio) determinando una degenerescenza e una
incontestabile involuzione che, ancora oggi, cercano di difendere,
mascherando la propria creatura deviata sotto le forme di una “comunione
internazionale iniziatica”, a cui andrebbe il merito di quel progresso
intellettuale che – dicono – ha superato il limite “semplicemente
operativo” dell'Istituzione. In questo modo, tra l'altro, manifestano la
propria superficialità, essendo capaci di confondere il concetto “operativo”
con quello “corporativo” ‘’.
Qui giunti, lasciamo spazio a René Guénon: “(...) il passaggio dall' “operativo” allo “speculativo”, lungi dal costituire un “progresso”, come vorrebbero i moderni che non ne comprendono il significato, ne è invece esattamente l'opposto dal punto di vista iniziatico; (...) una diminuzione; e, come abbiamo già detto, questa diminuzione consiste nella negligenza e nell'oblio di tutto ciò che è “realizzazione”, poichè quest'ultima costituisce veramente l' “operativo”, per non lasciar più sussistere che una veduta puramente teorica dell'iniziazione. Non bisogna dimenticare infatti che “speculazione” e “teoria” sono sinonimi; ed è naturale che la parola “teoria” non deve qui essere presa nel suo senso originale di “contemplazione”, ma unicamente in quello che ha sempre nel linguaggio attuale, il che la parola “speculazione” esprime senza alcun dubbio più nettamente, dando l'idea, per la sua stessa derivazione, di qualche cosa che è solo un riflesso, come l'immagine vista in uno specchio, vale a dire una conoscenza indiretta, in opposizione alla conoscenza effettiva che è la immediata conseguenza della “realizzazione” o piuttosto, come sarebbe preferibile dire, che è tutt'uno con quest'ultima. D'altra parte, il termine “operativo” non deve essere considerato esattamente come un equivalente di “pratico”, poichè quest'ultimo termine si riferisce sempre all' “azione” (...); in realtà, si tratta di quel “compimento” dell'essere che è la realizzazione iniziatica, con tutto l'insieme dei mezzi di diversi ordini che possono essere usati in vista di questo fine; e non è senza interesse notare che una parola della stessa origine, quella di “opera”, è anche usata precisamente in tal significato nella terminologia alchemica”.
INIZIAZIONE VIRTUALE
è
sempre Guénon ad asserire che l'iniziazione trasmessa dagli
“speculativi” è “virtuale” e condannata a restare tale: “ (...) poichè
la limitazione “speculativa” significa proprio che questo stadio non può
essere oltrepassato, tutto ciò che va oltre essendo dell'ordine “operativo”
per definizione stessa”; mentre noi aggiungevamo: “Ne consegue
che, per il neofita, un avanzamento o uno sviluppo, capaci di progredire e
trasformare la forma iniziatica “virtuale” in “effettiva”, può realizzarsi
esclusivamente attraverso un intervento “operativo” (anche se non
prende un mestiere come appoggio). “Ciò si rende impossibile (o,
quanto meno, assai difficile) laddove l'organizzazione iniziatica
(quantunque esibisca attestati di regolarità e patenti con timbri e
autorizzazioni) non sia qualificata o abbia perso il patrimonio spirituale
di una continuità tradizionale, essendo nel tempo (per scelta, per disgrazia
o per inconsapevolezza) scivolata su di un piano semplicemente
speculativo, spostando i propri interessi, in prevalenza, sugli aspetti
sociali, morali o, peggio, politici”.
“Queste
condizioni potrebbero costringere l'iniziato a restare “virtuale” e
allo stato latente per sempre, impedendogli di procedere oltre quel limite
imposto dall'associazione stessa, che avrebbe, viceversa, dovuto
indirizzarlo sulle vie della conoscenza e della realizzazione interiore,
attraverso la trasmissione di una azione spirituale, prima, e di una
istruzione tradizionale (non limitata allo studio superficiale della
simbologia), dopo. Di conseguenza (...), riteniamo che un
Ordine Iniziatico debba – per soddisfare la sua missione – evitare
deviazioni, attenendosi alla propria natura operativa, capace di
garantire agli aspiranti una trasmissione reale, che dalla prima
forma virtuale sappia, successivamente, aiutarli ed accompagnarli
alla forma effettiva, fornendo loro gli strumenti più idonei”.
VALUTAZIONE - DISTINZIONE
Il
desiderio “quantitativo” di alcune associazioni pseudo-iniziatiche afferma
le loro aspirazioni/esigenze sociali, politiche ed economiche, annullando
ogni ordine “qualitativo” di selezione, imprescindibile per una
Istituzione Iniziatica (che, viceversa - favorendo il passaggio a forme
elevate dell'essere - ricerca esclusivamente distinzioni elitàrie, senza le
quali l'individuo non può sviluppare le proprie potenzialità originarie).
Non è possibile trasmettere una influenza spirituale ad un uomo generico,
che non abbia alcuna facoltà latente, ma sia stato spinto all'Iniziazione
dalla sola curiosità o dal mero interesse di entrare a far parte di una
lobby (con simili presupposti, ogni discorso iniziatico è da
escludersi a priori). GG
In Tempio, la presenza maschile e femminile assieme garantisce il superamento delle due diverse forme di sessualità, affermandone, nel contempo, la massima espressione, capace di rivelare il senso intero dell'Universo.
Con l'Iniziazione
(a cui dovrebbero essere ammessi solo coloro che dimostrano qualità e
disposizioni naturali, tali da garantire la capacità di lavorare attivamente
su sè stessi) si trasmette una influenza illuminante, che ordina
l'energia interiore latente, liberandola.
Nell'attivare le potenzialità del candidato si favorisce il suo effettivo
“ingresso” in un nuovo mondo spirituale, nel quale è incoraggiato al
raggiungimento della consapevolezza del proprio stato e - attraverso
un viaggio introspettivo - alla coscienza della propria forma, da
ottimizzare, questa volta, nella ricerca del personale grado assoluto,
lungo due sentieri solo apparentemente opposti per l'uomo e per
la donna, ma che, in verità, aggirano per Vie diverse la
stessa Montagna della Luce. Coloro che tendono alla Vetta possono
aspirare a diventare Uno, inserendosi nel “moto” meglio descritto
nella Spirale di Stefanio, che illustreremo esaurientemente
nei prossimi capitoli.
Nelle
tre differenti fasi del “viaggio iniziatico” può sempre
ritenersi favorevole la coesistenza, anche se, nella progressione
qualitativa, si vengono a stabilire posizioni su piani diversi: poco
avvertibili nella prima parte; sostanziali nella seconda (quando, alla
ricerca della propria forma assoluta, l'Uomo - in cui sono
state riconosciute le peculiarità - riceverà l'investitura a
Cavaliere e la Donna l'elezione a Dama); destinate
ad annullarsi, per fusione, nella terza.12
Concettualmente, siamo spinti ad affermare che la donna è
incompatibile con la moderna Massoneria Volgare speculativa13
solo in virtù di prese di posizioni etiche, politiche e sociali, alle quali
i sostenitori di questa linea non hanno mai fornito una convincente
risposta. Allo stesso modo, è facile ritenere che sempre la Massoneria
Volgare sia anche inadeguata agli uomini di orientamento uranico-solare, per
le chiare espressioni lunari, telluriche e ginecocratiche
che la compongono e la determinano.
Ma
questi signori, annegati nel sincretismo, si sono mai chiesti se la loro
vantata “ritualità solare tradizionale” (secondo noi, semplicemente
“cerimonia” di derivazione ctonica), teoricamente destinata al Vir,
sia anche idonea per l'homo indistinto: quella specie indifferenziata
alla quale in massima parte si rivolgono, per ingrossare i propri piè di
lista e la cui disposizione allo spirito può generarsi solo
attraverso un pieno di superalcolici?
14
Non
dimentichiamo che la Massoneria Volgare speculativa moderna è stata
inventata da membri “accettati” (e non operativi) ai quali già fu
concesso nei secoli passati un lasciapassare iniziatico e che ora si
dimostrano intransigenti non in virtù di una continuità tradizionale,
ma in ragione di regole da essi stessi formulate, alle quali (quando
conviene loro) si appellano, facendo leva sulle antiche millenarie origini:
le stesse che hanno rinnegato e continuano a calpestare dal XVIII secolo in
poi.
Inoltre, da un osservatorio tradizionale, dobbiamo riconoscere che nella
Massoneria Volgare (seppure i suoi membri tentino con affanno -
coscientemente o inconsapevolmente - di sottrarla alla vista dei più) è fin
troppo visibile l’impostazione sbilanciata “al femminile” (quella
stessa che sostengono di abiurare) determinata dai chiari riferimenti
egualitari e democratici che la regolano, per lo più soggetta ai mutevoli
umori delle correnti di base (che nominano delegati ed “eleggono” Maestri
Venerabili, come si trattasse di un partito politico), così, escludendo i
valori originali della gerarchia e rifiutando di attingere la propria
autorità da principi superiori (di auctoritas evitiamo di parlarne…).
Questi
“uomini” difensori dell’illuminismo e del razionalismo, adoratori di tutto
ciò che è scientificamente verificabile; questi “esoterici” che mirano a
“sveltire” ogni ritualità e che hanno ridotto le Logge a lobbies di potere
(nel migliore dei casi, a centri sociali) non vogliono le donne, ma si
ispirano alle posizioni ctoniche proprie alla cultura della Grande Madre.
ÚØÖÕ Proseguendo nel nostro cammino, dobbiamo adesso, seppur brevemente, allontanarci dalla genericità dell'argomentazione, per affrontare un nuovo passaggio, rivelatore - questa volta - di un particolare proprio dell'Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce, perchè endògeno allo stesso e, di conseguenza, ininfluente per tutte le Vie estranee al cavalierato di consimile indirizzo.
Noi
(che abbiamo ristabilito un orientamento spirituale uranico ed eroico e che
ci adoperiamo per la restaurazione di una Società di Uomini, in cui
sia sostenuta la centralità e venga riaffermato il valore della
diversità dei ruoli), per naturale tendenza concordiamo sulla
indispensabilità di una qualificazione maschile distinta per
trasmettere l'Iniziazione, teoria - in termini diversi - appoggiata
anche da René Guénon e difesa nel mondo della Tradizione.
Nell'O.I.C.L.
non è prevista la copertura della carica di Maestro Venerabile da parte
di una donna: non tanto perchè la natura lunare femminile la orienta
verso un altro polo al di fuori di sè stessa (dal quale assorbe la Luce
- quella solare - per poi rifletterla), quanto per il fatto che tale dignità
(noi accordando il potere di “condurre” a una distinzione di forma
olimpico-virile) è, comunque, destinata esclusivamente a coloro che hanno
ricevuto l'investitura di Cavaliere della Luce o sono sul
sentiero per meritarla15
(per cui, è negata anche al più anziano dei Maestri).16
Insistiamo nell'affermare che l'Iniziazione può considerarsi
legittima se trasferita da un Centro che assicuri la continuità della
trasmissione di influenze spirituali della Tradizione e se mantiene
la propria origine “non umana”, unica condizione che – superando il dominio
delle possibilità individuali – garantisce il raggiungimento dello scopo
finale: la realizzazione spirituale dell'iniziato. Essa deve
favorire la connessione diretta con Dio, senza l’ausilio di
intermediazioni, travalicando ogni strato superficiale condito dal
sentimentalismo o dalla devozione, nel quale staziona il fedele exoterico.
Senza
un’anima, una radice spirituale, ogni organizzazione “iniziatica” deve
definirsi precaria. Questa visione (comune al paganesimo e a un certo mondo
orientale) ispira anche il valore della “disuguaglianza” degli esseri e
determina la qualità e lo stile della gerarchia (che esiste quando
c’è un Capo riconosciuto e non viceversa).
Per
quanto ci riguarda, affermiamo che una Iniziazione trasmessa
per mano femminile sarebbe indiretta e impropria, come se trasferita da
qualsiasi altra fonte (pur maschile) diversa da chi, in quel momento
temporale, detiene l'auctoritas, rappresenta la sovranità
dell'O.I.C.L. e la continuità tradizionale. Ma, per motivi già
sostenuti, ciò non esclude che la donna possa ricevere questa
influenza spirituale dal Primo Cavaliere, da un Vir
(quale migliore fonte/mezzo?), per contenerla e concretizzarla, una volta
adattata alla nuova condizione, attraverso una Via iniziatica
formalmente comune e complementare,17
che si realizza mediante l'arteria di un principio umido, capace di
scorporare ogni residuo fisiologico sottile sub-dominante di natura
maschile, in funzione del raggiungimento di una forma assoluta,18
da condividere con l'Uomo su un piano superiore dell'essere.
A ben
vedere, anche l'uomo appena iniziato ha da perseguire un cammino
simile, dovendo provvedere per via solare (nell'aspirazione di una
conquista prettamente cavalleresca) a sottrarre da sè stesso ogni residuo
fisiologico sottile sub-dominante di natura femminile, per il conseguimento
della propria forma assoluta. è noto come le varie tradizioni della Terra concordino nel disegnare una origine priva di sexus o divisione: la scomposizione viene, di conseguenza, a determinare una limitazione lacerante, esotericamente riordinabile con una riunificazione al più alto livello, unica a legittimare il superamento totale di ogni forma di parzialità.
Dobbiamo, a tal riguardo, riscontrare che nella stessa simbologia si evince
la necessità di ricostruire l' unità: quella posizione
assoluta che contiene in sé e annulla, trascendendole, le antitesi
del cosmo.19
Queste
intuizioni vengono tradotte in forme geometriche o geroglifici,20
per significare le due polarità opposte, che, nelle loro espressioni più
alte, si cercano, per rifondersi.
Così,
nell'Ermetismo troviamo l'Uovo primigenio inserito nel cerchio
alchemico del Tutto, mentre nelle dottrine dell'estremo Oriente si
manifesta il Cerchio delle due nature (con la rappresentazione dello
Yin e dello Yang cinese) e nella cultura indiana si
attesta questa verità con la contrapposizione dei due principi (prakrti,
in sanscrito materia/donna, e purusha, forma/uomo).
Lo stesso “esoterismo” occidentale sintetizza: “... nel triangolo con la punta verso l'alto il principio igneo-virile-solare; e nello stesso triangolo, capovolto, il principio acqueo-femminile-lunare (ed è forse il caso di notare che proprio questo antico segno è stato assunto inconsapevolmente dalle femministe come simbolo degli organi femminili). I due triangoli intrecciati formano il sigillo di Salomone, geroglifico geometrico dell'Androgine e dell'universo. Lo stesso significato è da riconoscersi al geroglifico della croce, costituito dalla verticale, corrispondente al principio igneo, attivo e virile, intersecantesi con l'orizzontale, simbolo della passività e del femminile”.21 Per evitare il caos, il microcosmo umano deve riprodurre il modello universale, riconquistando la propria identità naturale ed assoluta, prima di tentare di risalire trascendendosi al mondo dell'essere. Possiamo, quindi, affermare (superando i limiti di chi deve ancora farci partecipe dei motivi reali della propria stessa permanenza in associazioni pseudo-iniziatiche e travalicando ogni incerta opposizione proveniente dagli immotivati istituzionali, contrari per puro dogmatismo fideistico) che la presenza femminile nel nostro Ordine Iniziatico Cavalleresco è una espressione naturale e consequenziale, perchè noi non vediamo nell'individuo il sesso opposto, ma la capacità che egli/ella ha di riappropriarsi dell'Idea del proprio sesso, con ciò concorrendo all'armonizzazione di un ordine superiore di natura divina.
La
presenza femminile, dicevamo, viene, così, intesa indispensabile, per
ristabilire - all'interno di una Società di Uomini - quella
rettifica tradizionale di complementarietà subordinata, che (per
intenderla simbolicamente) vede alla base della propria piramide caste
di uomini e donne tradizionalmente orientati (in progressiva
conquista di posizioni superiori, solo in funzione di predisposizioni
peculiari innate, scoperte con l'Iniziazione e realmente attivate
attraverso un lavoro parzialmente comune, ma, soprattutto, individuale),
mentre lungo la parte mediana che tende al vertice osserva selezioni di
Uomini Cavalieri, seguiti da Donne Dame.
Tutto questo, prima: nell'ambizione di una fusione che rigeneri l'UNO.
è quella che noi definiamo la Via dell’Azione (o Eroica), capace di abolire la dualità, superando l’antitesi e la percezione della soggettività, al fine di risalire il fiume sino alla sorgente, per ristabilire la reintegrazione olimpica. “Solve et coagula”, dicevano gli alchimisti: sciogli e condensa, per tornare all’Età dell’Oro e fissare nel Cosmo ciò che il Caos ha reso informe.
NOSCE TE IPSUM, SIC ITUR AD ASTRA ! Le fasi della Via dell'Azione (o EROICA)
MONDO PROFANO INDISTINTO
Individuazione – Sfera della Ricerca Rigorosa selezione di uomini e di donne in funzione, esclusivamente, della loro potenziale capacità di riappropriarsi dell'Idea del proprio sesso. Sono ammessi coloro che dimostrano qualità e disposizioni naturali tali da garantire la possibilità di lavorare attivamente su sè stessi.
(1) INIZIAZIONE – Mondo Distinto Dal sonno al risveglio, dalla morte alla vita. Trasmissione di una influenza spirituale, che ordina l'energia interiore latente, liberandola. Sviluppo delle potenzialità originarie. Intervento sul soggetto attraverso azione spirituale e istruzione tradizionale.
(2) LA SOCIETA' DEGLI UOMINI Raggiungimento della corrispondenza del proprio stato e coscienza della propria forma, tramite la sottrazione di ogni residuo fisiologico sottile sub-dominante di natura opposta. è ristabilita quella rettifica tradizionale di complementarietà subordinata propria delle caste orientate.
(3) CAVALIERI E DAME Ottimizzazione del proprio grado assoluto, da condividere con il polo umano opposto sul piano superiore dell'essere. L'Uomo riceve l'investitura ed è ordinato Cavaliere. La Donna viene elevata a Dama. Entrambi concorrono all'armonizzazione di un Ordine superiore.
POI, LA RICERCA DEL SUPERAMENTO DI Sé : …DI DUE, UNO ! Il Sole rettificatore, che è Virtus, si proietta su Venere trasformandola in Marte. Con questa potenza agita e fissa il Mercurio e ne trae Giove, realizzando Saturno.
1Il complesso delle norme intese a disciplinare la condotta morale dell'uomo è illuminato da una sapienza universale, a cui tutti attingiamo e che ha origini soprannaturali. I Landmarks non si creano, ma si scoprono e (nel caso specifico del mondo massonico) la Loggia ne è la gelosa e naturale custode (come – più ampiamente – abbiamo avuto modo di insistere sul nostro “Sulla Massoneria”). Lo stesso René Guénon ebbe, in merito, occasione di affermare: “(...) i veri Landmarks non possono in alcuna maniera essere assimilabili ad un insieme di regole scritte, che non saprebbero esprimere tutt'al più che il riflesso più diretto e più lontano”. Ciò nonostante, alla Massoneria Volgare è utile difendere l'art. XXXIX dei Regolamenti Generali (inseriti nelle Costituzioni di Anderson, del 1723), che recita: “Ciascuna Gran Loggia annuale ha in sè il potere e l'autorità di fare nuove norme o di modificarle nel reale interesse della antica Fraternità, purchè gli antichi Landmarks siano sempre mantenuti ...” (il problema è che non precisa quali siano). 2Si ha certezza che, all'interno della Massoneria Operativa, le Gilde degli Artigiani ammettessero con pari dignità le donne. Di questo, troviamo anche traccia nel francese “Livre des Métiers” (di Etienne Boileau), che già nel XIII secolo prevede l'ingresso femminile nelle Corporazioni; negli Statuti inglesi della Gilda dei Carpentieri di Norwich (XIV secolo) o nelle stesse Regole della Loggia di York (1693), dov'è contemplata l'ammissione delle donne e la loro legittimità nella continuazione del “mestiere” anche in linea ereditaria (in assenza di figli maschi). 3Alcuni movimenti massonici femminili italiani del risorgimento si raccolsero, dopo l'Unità, in associazioni settarie o in Logge di Adozione, professando gli ideali del razionalismo e della libertà, con ciò, manifestando inquietudini intellettuali, in funzione del riconoscimento all'emancipazione femminile, per una riabilitazione totale della donna. Più che una “esigenza” esoterica, si rivelò una malcelata contestazione provocatoria nei confronti della società e delle istituzioni, contro le quali opporre rivendicazioni legittime, ma assolutamente inopportune per le sedi dalle quali venivano mosse. Nella lotta a favore dei loro diritti (ben viste dallo stesso Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro ad vitam) le donne trovarono appoggio anche in ambienti massonici d'ispirazione sociale, riuscendo a fondare a Napoli il Comitato Centrale Femminile d'Emancipazione, nel quale trovarono asilo massoni e non. Le velleità femministe furono, però, spazzate via già sul finire dell'800, con il rinnovato divieto della Massoneria Volgare alla presenza delle donne nelle Logge, non venendo riconosciuta la loro utilità nel concorso dell'Opera massonica. Gli inizi del XX secolo videro il risorgere delle aspirazioni femminili. Una Gran Maestra si pose alla guida della Gran Loggia Mista Simbolica d'Italia (favorita da Logge maschili) col rinnovato intento di riproporre i diritti sociali delle donne e di ottenere legittimità nel mondo latomistico italiano, attraverso il riconoscimento ufficiale della Massoneria Volgare (a loro più consimile per ideali). Dalla relazione formulata, nel 1912, dalla G.M. in Gran Loggia: “Visto che adesso la donna ottiene ruoli sempre più determinanti nel campo del lavoro e dell'educazione sociale, perchè essere escluse dalle logge in cui si preparano gli strumenti per le battaglie del progresso in nome della ragione umana e della libertà? Troppo fummo escluse dalle correnti di pensiero, troppo si lasciò che il bisogno di una Fede nella nostra coscienza si identificasse con la schiavitù al dogma. è giunta l'ora di distinguere e di redimere. Sarebbe ingiusto chiudere le porte a chi cerca la luce nel nome del diritto e dell'avvenire”. Il Fascismo disperse il movimento massonico femminile, che si ricostituì nel dopoguerra, senza ottenere l'agoniato “riconoscimento”. 4Ne ricordiamo i principali, tutti affermazione della pari dignità: le 2 Colonne del Tempio Boaz e Jakin (per la nostra espressione: l'Olmo e il Frassino); il Pavimento a Scacchi; il Sole e la Luna; la Statua di Ercole e quella di Venere (bilanciate da Minerva); etc.. 5Ci riferiamo al compianto Fr. Tommaso Palumbo (avvocato napoletano, massone dal 1947 e già Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli A.L.A.M. - Piazza del Gesù, dall'Aprile al 4 Dicembre 1999, periodo in cui resse l'Obbedienza dopo la morte di Vincenzo Milone), che in tal verso si espresse in una delle sue ultime Tavole dal titolo “Storia più antica e cronaca più recente”: “Come è noto, da quando i Rappresentanti delle quattro Logge di Londra (...) costituirono la Gran Loggia Unita di Inghilterra i Massoni inglesi si autoinvestirono del diritto di dettare leggi in materia massonica e di distribuire patenti di “regolarità” e disconoscimento per irregolarità. Ricordando che in questi tempi la donna era totalmente emarginata dalla vita sociale, doveva stare solo a casa ad allevare figli, fu sancita l'esclusione delle donne dalla Libera Muratoria. Ma nel XX secolo, si viveva tale esclusione come una insanabile ed insopportabile contraddizione: non si faceva differenza di razza, di religione, di credo politico e di censo e poi si discriminava ed emarginava più della metà degli abitanti della Terra con la curiosa situazione che la donna, nella vita profana, poteva fare tutto ciò che era consentito agli uomini, ma non poteva entrare con loro in un Tempio Massonico. Si giustificava ciò con la differente iniziazione (...) o richiamando le Costituzioni di Anderson del 1727 (1723, n.d.A.). Ma le considerazioni esoteriche e filosofiche non reggevano e non reggono a confronto con la realtà” o al Gran Maestro del Grande Oriente Italiano Piazza del Gesù, avvocato Pietro Maria Muscolo, che al Congresso Nazionale svoltosi a Roma, nel Maggio 1975, così sostenne la necessità della presenza femminile in Massoneria: “... sono profondamente convinto che la donna ha tutti i requisiti per entrare in Massoneria con concetto paritetico agli uomini. Essa si è sempre inserita nel contesto dei rapporti sociali e spesso lo ha fatto con viva autorità e prestigio. Posti di grande rilievo sono occupati con successo dalle donne nelle aziende, nelle professioni, nella politica, eccetera, apportando un notevole contributo allo sviluppo della società e alla risoluzione dei suoi problemi. Perciò oggi, in questo Congresso, è necessario che superiamo atavici pregiudizi e ammettiamo nei nostri Templi le donne, fonte di vita, di amore, di fratellanza che hanno dato e daranno un notevole contributo al potenziamento della nostra Famiglia...”, giustificando, in questo modo, la creazione dell'Ordine delle Sorelle del Nilo (a noi ben noto, che ebbe negli anni '80 alterni successi, fino a spegnersi quasi totalmente, per essere più di recente riattivato e mantenuto in vita con le ambizioni proprie a un fuoco di paglia). 6Quando non si tratta di moderni minus habens a piede libero o di “auto-limitati” per volontà divina, sono uomini ligi alle regole, che (in nome delle già citate fantasie di Anderson , dei perseguitati da Cromwell o dagli Orange e dei puritani esiliati dagli Stuart) difendono l'esclusione femminile dai Templi massonici, convinti che le donne li profanerebbero, perchè non alla loro altezza mentale e morale (per questa categoria di umani escludiamo il termine Vir, sul quale abbiamo detto in passato e insisteremo più avanti). 7Riportiamo da “La Massoneria e la Donna” di L. Braschi (Nardini Ed., 1984, da pag. 11): “Il fine di questa duplice evoluzione è l'androgino interiore; il maschio che si completa sviluppando in sé nuove facoltà, di solito estranee alla sua natura, e la femmina che si arricchisce di una volontà di potenza e di una gravità di cui non troverebbe facilmente la chiave nel mondo cosiddetto profano”. E ancora: “Iside, e non Osiride, insegnava agli uomini il modo e i mezzi per diventare immortali. Alla fine di un lungo e pericoloso tirocinio, essa li accompagnava da Osiride, il dio del sole nero e del regno dei morti, che li esaminava, li “assaggiava”, decretando così il compimento di una divina trasmutazione, grazie alla quale erano diventati della stessa incorruttibile sostanza degli dei”. Pur in sofferenza di esempi recenti vicini al nostro intendere, sappiamo che in Francia, finànco nella prima metà del XVIII sec., si erano formate comunità iniziatiche “androgine” (lo rivela, nel 1873, Clavel in “Storia della Massoneria e delle Società segrete”), mentre abbiamo già accennato alle Logge d'Adozione (ufficialmente autorizzate dal Grande Oriente di Francia), dove – per motivi completamente diversi dai nostri e di natura più etica e sociale – potevano essere accolte e “iniziate” (in Officine pur sempre dirette da Maestri Venerabili uomini) le mogli e le figlie di Massoni. Tra l'altro, Ferdinando Sbigoli (nel suo “Tommaso Crudeli e i primi Framassoni in Firenze”) indica che nella prima Loggia fondata a Firenze, nel 1732, vi erano delle donne nel piè di lista. La mattina del 14 Gennaio 1882 (presso la Loggia Les Libres Penseurs du Pecq, da poco resasi indipendente dalla Gran Loggia Simbolica Scozzese) veniva iniziata la scrittrice “femminista” Marie Deraismes, che il 4.4.1893 diede vita al Droit Humain, organizzazione massonica “mista” di vasta diffusione, adottante i rituali del Rito Scozzese A.A.. 8Cfr. RENé GUéNON: “Studi sulla Massoneria e sul Compagnonaggio”, Vol. 2, pagine 17-18, Ed. Arktos, Carmagnola, 1991. 9Sembra che il Grande Oriente d'Italia abbia inserito questa specifica nel Rituale solo nel 1969. 10 Passando a informazioni diverse, segnaliamo una curiosità (che non ha nulla a vedere con lo specifico), per rilevare come, di contro, siano più coerenti e nette le posizioni di chi ha compreso e acquisito il concetto di “forme umane assolute”. Infatti, forse non tutti sanno che Roma mise al bando i pitagorici, considerati inquinanti per la loro “virilità lunare”: chiara espressione di una corrente spirituale in cui l’elemento femminile aveva una parte determinante e di preminenza. Così, essi vennero considerati come l’infiltrazione di una spiritualità spuria ed esotica, oltre che sospettati di misteriosofia. Pitagora è l'antitesi allo sviluppo della civiltà ellenica e in lui troviamo un indirizzo di purità encomiabile, ma con forti insinuazioni di sovranità femminile. Sembrerà strano, ma uguale orientamento è riscontrabile fra i Traci e gli Iberi, oltre che fra agli stessi Celti... 11Ci riferiamo al capitolo n° 10 (da pag. 101 a pag. 110), da cui sono estratti anche i brani relativi alle specifiche successive. 12Le qualificazioni per accedere in Massoneria o per essere accolti in un Ordine Massonico Cavalleresco sono sostanzialmente differenti, ricercandosi - nel secondo caso - una natura di tipo “eroico”, che si esprime nell' azione per l'uomo e nella passività per la donna. 13è solo per maggior chiarezza, che ci vediamo costretti a descrivere questa associazione pseudo-iniziatica identificandola come “Massoneria Volgare”, così, come l'ebbe a definire JOSEPH DE MAISTRE nel suo “Memoria al duca di Brunswick” (1782). 14Ripetiamo, solo per comodità, la specifica già espressa nei capitoli precedenti di questo stesso volume: homo (legato alla terra – humus – appartenente alla specie vivente più evoluta, ma, tuttavia, individuo non ancora “differenziato”, che fa corpo con le donne, i bambini e, nel peggiore dei casi, con gli animali), opposto a Vir (persona ammessa ai gruppi virili -Männerbünde- attraverso una rigenerazione interiore, che rende veramente uomini e differenzia da tutti gli altri membri della comunità, per l'acquisizione di una speciale dignità spirituale). 15Si tratta di quegli uomini, già legittimati e riconosciuti dall’Ordine, che procedono lungo la via che conduce all’investitura e fanno parte di un “Centro” definito Corte dei Cavalieri. 16C'è da considerare e rendere nota una peculiàrità, sconosciuta in altre Istituzioni di simile orientamento. L'O.I.C.L. - élitario e a numero chiuso - solo formalmente è suddiviso in 9 Officine (che si esercitano sotto il controllo di altrettanti Magister Artium o Cavalieri, temporanei delegati alla crescita dei Laboratori), poichè – nella realtà – tutte e 9 costituiscono una Loggia unica (l'Ordine, appunto), che si riunisce mensilmente e ritualmente sotto la direzione del Primo Cavaliere, detentore dell'auctoritas e a cui spetta il compito di trasmettere l'Iniziazione, celebrare gli aumenti di Luce, conferire l'Investitura o qualsivoglia Elevazione. Questa particolarità non pone il nostro Ordine in contraddizione, quando esso conferma la propria tolleranza nei confronti della legittimità femminile a ricoprire le massime cariche massoniche, laddove si mostri compatibile con l'indirizzo spirituale al quale Logge giuste e perfette, in sovrana autonomia, si sono votate. In verità - e per quanto ci attiene – resta palese che ogni impostazione altrui viene da noi “accettata” con distaccata indifferenza, per cui, restiamo distrattamente immobili e insensibili nei confronti di tutto ciò che non ci contamina e non ci inquina: quindi, anche nei riguardi di un Maestro Venerabile donna e della sua disposizione nel trasmettere l'Iniziazione, ove qualcuno della stessa risma abbia voluto considerare che ella interviene nel trasferimento dell'influenza spirituale (la Luce) in forma indeterminata, conferendola in nome dell’Istituzione che rappresenta e per i poteri concessi dalla Loggia Sovrana. Si tratta di un atto che, nel migliore dei casi, vorrebbe escludere distinzioni bipolari e dualistiche, concentrando la propria azione in un effetto archètipale di tipo androgine. Scrivevamo su un altro nostro libro: “Colui che trasferisce l'Iniziazione “trasmette” impersonalmente una influenza divina, totalmente esterna e indipendente dal suo stesso stato di semplice “individuo”, agendo quale anello di una catena ininterrotta, che trova sorgente al di là del tempo e dello spazio. Così facendo, egli opera in nome di un “principio” e per conto di un Ordine, da cui ha ricevuto i temporali poteri di cosciente trasmettitore” (“Dalla Grotta del Ghiaccio”, Cap. 10, pag. 110). Che poi questo “Ordine” abbia legittimità per farlo, non è affare nostro. 17Comprendente (come tutte) componenti solari e lunari assieme. Un cammino di pura Luce, che noi definiamo: Via dell'Azione Eroica. 18è noto, lo abbiamo ripetuto a più riprese, come uomo e donna mantengano nella propria natura (fin dalla nascita e comunque) percentuali variabili di polarità opposte (influenze maschili e femminili miste). La fase lunare comporta il concetto della reintegrazione (recupero della parte istintiva ed intuitiva, perduta in funzione della razionalità), quella solare prevede il concetto della trasmutazione (mutamento, superamento, evoluzione dallo stato della materia a uno stato superiore dell'essere). 19Il Tempio massonico – simbolicamente e nelle sue manifestazioni visibili – è, come già asserito in una nota precedente, senza mezzi termini improntato sulla dualità: il Sole d’oro e la Luna d’argento (traguardi delle distinte evoluzioni interiori); il Bianco e il Nero del pavimento egizio (la coppia degli opposti, separata da quella sottile e impercettibile linea che invita al raggiungimento dell’equilibrio e dell’armonia); Ercole e Venere nelle identificazioni dei due Sorveglianti; l’Aria e l’Acqua; i numeri 1 e 2; Zolfo e Mercurio; le Colonne del Tempio (i due poli della vita o i due aspetti dell’essere umano); etc. Tutti questi elementi trovano riposo ed equilibrio in una Terza Dimensione, che (quasi androgenicamente) li contiene, li annulla e li soddisfa, nel superamento dell’antitesi. 20Da hierós glyphos = segno sacro. 21Cfr. EDY MINGUZZI: “Femminilità e femminismo- Saggio sulla Donna nel Mondo della Tradizione”, Ed. Alkaest – Genova, 1980, pag. 35.
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