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IL GIRO DEL VINO A TAVOLA

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DA DOVE NASCE LA NOSTRA TRADIZIONE

DI SERVIRSI IL VINO DA SOLI

E POI PASSARE LA BOTTIGLIA A SINISTRA…

Quasi tutti i Fratelli sanno che, da oltre vent’anni, a tavola, usiamo servirci il vino da soli passando poi la bottiglia alla nostra sinistra.

Abbiamo sempre raccontato che si tratta di una “tradizione” inglese, una consuetudine codificata dai gentlemen nei clubs, nei mess militari e nelle cene formali per la distribuzione del Porto, assolutamente servito in decanter o in bottiglia di cristallo.

Crediamo sia il momento di fornire maggiori informazioni, anche per comprendere meglio come una “usanza” possa trasformarsi in forma che diventa tradizione.

Il decanter (o, nel nostro caso, anche la bottiglia di vino) viene posto alla destra del padrone di casa o del più alto in grado; questi si serve per primo e lo passa alla persona seduta alla propria sinistra. Da quel momento procede sempre in senso orario, finché completa il giro della tavola.

Ogni commensale versa personalmente il Porto (o il vino) nel proprio bicchiere e passa immediatamente il decanter al vicino. La regola garantisce che nessuno venga dimenticato e che il gesto si svolga ordinatamente.

Da questa consuetudine deriva la formula: “Pass the Port to port”. Il gioco di parole richiama il linguaggio marinaresco britannico, nel quale port indica anche il lato sinistro della nave. La tradizione è particolarmente radicata nella “Royal Navy”, dove il Porto accompagna ancora oggi i brindisi delle cene formali. Il “National Museum of the Royal Navy” conferma espressamente che durante le Trafalgar Night Dinners il Porto viene passato da persona a persona verso sinistra.

Sull’origine del gesto esistono diverse spiegazioni. Una lo riconduce appunto alla tradizione navale; un’altra sostiene che il passaggio verso sinistra permettesse al Cavaliere di mantenere libera la destra, la mano della spada. Taylor Fladgate (storica casa produttrice di Porto, dal 1692) riporta entrambe le interpretazioni, precisando tuttavia che la ragione pratica della consuetudine è soprattutto quella di consentire al decanter di percorrere ordinatamente l’intera tavola.

Esiste infine una curiosa formula di richiamo. Se qualcuno trattiene il decanter, anziché chiedergli direttamente di passarlo gli si domanda: “Do you know the Bishop of Norwich?” (Conosci il Vescovo di Norwich?). È un modo elegantemente indiretto per ricordargli il proprio dovere.

La narrazione viene generalmente collegata a Henry Bathurst, Vescovo di Norwich dal 1805 al 1837, il quale, raggiunta un’età molto avanzata, tendeva ad assopirsi a tavola dimenticandosi di far girare i decanter. Taylor Fladgate segnala però che alcune fonti attribuiscono l’origine dell'aneddoto a un successivo Vescovo di Norwich. Ma questo ha poca importanza.

Come vedete, un gesto semplicissimo assume così un significato diverso: ciascuno riceve, si serve e trasmette al proprio vicino ciò che ha ricevuto. La ripetizione ordinata trasforma una consuetudine conviviale in rito e il rito, conservato nel tempo, in “tradizione”.

Dopo diversi decenni di pratica, non stiamo più semplicemente riproducendo un’usanza britannica: è ormai diventata anche una consuetudine propria dell’Ordine, trasmessa attraverso le sue Agapi.

La nostra “personalizzazione” consiste nel fatto che sulla tavola dell’O.I.C.L. gira a sinistra anche il vino. Per quanto riguarda invece il “Do you know the Bishop of Norwich?”… ci basta fare riferimento alla nostra simpatica Dama che blocca sempre il percorso.

Così, la renderemo “eterna” attraverso la domanda: “Conosci Claudia?”.

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